Vacanze in Croazia estate 2007

porto di Ancona

jadrolinia

porto di Ancona

porto di Ancona

Siamo partiti dal porto di Ancona destinazione Zara, sabato 4 Agosto con il traghetto della compagnia Jadrolinia. Prima dell'imbarco si è assistito ai soliti furbi che si sono esibiti nel taglio della fila sia al check che al controllo della dogana, ma ormai la scena è classica e si è pensato che era meglio non arrabbiarsi proprio il primo giorno di vacanza.
Dopo ore di coda si sale in traghetto, beati gli ultimi poichè saranno i primi? Magari!? Le persone che erano salite in traghetto per prime avevano occupato seggiole e divani con tutti gli oggetti a loro disposizione, spesso senza necessità: abbiamo visto una coppia di giovani occupare tre divanetti e una seggiola dichiarando che stavano aspettando alcuni amici, che naturalmente non sono mai arrivati. Una volta che tutti i passeggeri erano a bordo la scena mostrava tanti posti a sedere occupati da poche persone e tante persone costrette a sistemarsi a terra con gli asciugamani.

Portiamo ancora pazienza e stendiamo anche noi gli asciugamani in terra all'aperto. L'attraversata è stata rilassante e il tramonto bellissimo. Verso sera si inizia a sonnecchiare ma ti accorgi che il tuo vicino di asciugamano soffia via verso di te la cenere indesiderata della sua sigaretta e quando apri gli occhi all'improvviso lui si accorgere di essere stato scoperto quindi si blocca e fissa un punto come se fosse impegnato in un'intensa meditazione e non volesse essere disturbato. Dopo un po' un altro ragazzo si toglie le scarpe e le colloca tra i nostri due asciugamani all'altezza dei nasi e quando lo guardo per cercare di capire perchè non le avesse messe in fondo all'asciugamano, lontano dai rispettivi nasi, digrigna il viso minacciosamente come a voler dire 'non provare a parlarmi ne tantomeno a limitare la mia libertà perchè altrimenti ti mordo'.

Cosa non si fa per ingannare il tempo: alcuni si divertivano a infilare le lattine e le bottiglie vuote nei buchi più impensabili della nave, chissà se poi qualche altro loro amico avrebbe dovuto provare a trovarle come nella caccia al tesoro? Comunque si spera sempre che la pervietà di quei fori, ora ostruiti, non fosse importante per il funzionamento di qualche dispositivo della nave.

A parte questi episodi il viaggio è stato molto piacevole, il mare calmo e qualcuno affermava di aver visto per alcuni minuti una coppia di delfini seguire la scia della nave. Alle 20 si è cenato al self service della nave, il personale era molto gentile e il cibo buono. Nei bar della nave una bottiglia di acqua gassata da mezzo litro costa 2 euro e quella naturale 1.5 euro.

Arriviamo a Zara vecchia alle 22, dopo il controllo della Polizia ci si dirige verso la marina nuova. Il ponte tra Zara vecchia e nuova è abbastanza lontano da dove siamo sbarcati, e ognuno di noi aveva in media uno zaino sulle spalle e una pesante valigia. Poco lontano dal luogo dello sbarco notiamo una folla di persone con valigie al seguito, ci avviciniamo incuriositi e vediamo un uomo con una barchetta in legno, a remi, con una lanterna a petrolio a prua, che per poche kune traghettava i passeggeri sbarcati, da una sponda all'altra del canale. Ad ogni viaggio la barchetta veniva caricata oltremisura di persone e bagagli tanto che la parte emergente dall'acqua era di appena una decina di centimetri. Ogni tanto la barchetta veniva raggiunta dalle onde prodotte dal passaggio delle imbarcazioni e ogni volta l'equipaggio rischiava di finire in acqua. Poichè la stanchezza superava la prudenza ci facciamo traghettare anche noi e arriviamo nel molo della marina dove era ormeggiata la nostra barca a vela: un Elan 34. Eravamo in 6 compreso lo skipper. Appena scesi nella piccola coperta l' impressione fu: o noi o le valigie. Un po' per la stanchezza un po' per lo spirito di adattamento seguamo le rassicurazioni dello skipper riusciamo a compattarci ben bene sistemando il contenuto dei bagagli in pochi vani e riponendo una dentro l'altra le valigie nel gavone di poppa. Lo skipper ci mostra le cabine e ci fornisce le indicazioni sull'uso del bagno e sull'utilizzo dell'acqua. L'acqua in barca è disponibile in quantità limitata e non va sprecata altrimenti si deve interrompere la navigazione e dirigersi verso un porto per rifornirsi. Il risparmio dell'acqua e l'uso razionale della doccia sono molto importanti. Purtroppo i serbatoi della barca avevano una capienza di 200 litri: non molto considerato che eravamo in 6 persone ma avremo fatto il possibile. Ci adattiamo presto nel metro quadrato che ciascuno di noi aveva a disposizione e nell'intimità forzata. Andiamo a dormire con la certezza che sarebbe stata una bellissima vacanza. Poichè abbiamo dormito all'ormeggio, al risveglio approfittiamo dei bagni della marina di Zara, numerosi, nuovi e puliti. Quanto ci sarebbe mancata la comodità di quei bagni nei giorni successivi! Alcuni di noi vanno a fare la spesa in un supermercato di Zara, mi aspettavo di trovare tanti prodotti tipici croati, riconoscibili da un nome incomprensibile sulla confezione, invece a parte per il latte, lo yogurt, l'acqua e la birra, sembrava di stare in un supermercato italiano.

zderlac

Zderlac

Dopo la colazione e il pranzo ci si accorge di una cosa apparentemente banale ma messa in evidenza dagli spazi limitati e dal fatto che non puoi liberartene immediatamente: stiamo producendo una gran quantità di spazzatura. Per un attimo riflettiamo a quanta immondizia produciamo quando siamo nelle nostre case, alle confezioni che gettiamo via dopo averle usate poche volte. Ad esempio, si compera un bagnoschiuma, la bottiglietta di plastica durerà solo alcuni giorni e sarà buttata via per sempre. Molti prodotti hanno addirittura una doppia confezione per aumentare la percezione di qualità nel consumatore, quindi causano maggiore inquinamento. Certo le industrie curano la confezione per indurre il cliente a comperare il prodotto, una bella confezione fornisce la percezione che il contenuto sia altrettanto valido, ma non si rischia che venga data più attenzione al contenitore che al contenuto? Non si potrebbe tornare al supermercato con la nostra bottiglia vuota e riempirla da un distributore risparmiando denaro e aiutando l'ambiente?
Torniamo alla vacanza. Il mare all'interno della baia è calmo, il rollio della barca è minimo e già durante il giorno ci eravamo abituati a vivere su una superficie in movimento per cui alla sera abbiamo dormito senza problemi ormeggiati alla boa.

Riempita la cambusa iniziamo la navigazione (5 Agosto), c'è vento da SE (grecale) così decidiamo di andare a ormeggiare a Zdrelac: una baia riparata quasi in ogni direzione. Si naviga a motore perchè altrimenti avremmo dovuto assumere un'andatura di bolina e la barca sarebbe sbandata. Considerando che si trattava di una crociera, che l'equipaggio non era esperto di manovre a vela e la coperta era piena di oggetti in equilibrio precario era meglio navigare in tranquillità ovvero a motore. Nella baia si ormeggia alla boa. A Zdrelac il fondale è ricco di poseidonia e ci sono molti piccoli pesci. La sensazione che si ha guardando il fondale mentre si nuota è bellissima, l'acqua è limpida, si vede il fondale sotto di noi, si può guardare anche in obliquo e si vede il fondo lontano, sembra di volare. L'acqua è fredda, io ero equipaggiato con una muta corta da sub ed è stata veramente utile per prolungare e rendere più piacevole il bagno.
Dopo un po' giunge un signore su un piccolo tender a riscuotere la tassa di ormeggio per la notte. Il costo era irrisorio: si trattava di qualche decina di kune. La baia era aperta in due direzioni, da una parte c'era un ponte sotto al quale passavano le navi in modo ordinato.

Sali

Sali

Sali

Sali

Il 6 andiamo a Sali a fare provviste e a riempire i serbatoi di acqua. Sali è un borgo molto bello, ci sono bagni costruiti da poco tempo appositamente per chi arriva in barca. C'è un piccolo supermarket molto fornito e affollato di turisti.

Skrovada

Skrovada

Da Sali ci dirigiamo verso Skrovada, il paesaggio è roccioso, inospitale, brullo, senza possibilità di sfuggire dal sole intenso. Vediamo un barcone di quelli che portano i turisti a fare le gite giornaliere. Aveva fatto sbarcare l'equipaggio su un costone roccioso dove non c'era nulla a parte le rocce taglienti, ma sopratutto non c'era un riparo per proteggersi dal sole, poveretti!

Katina

Katina

Ripartiamo per Katina, il paesaggio è un po spettrale perchè i pochi arbusti presenti tra le rocce erano stati bruciati da un incendio sviluppatosi alcuni giorni prima. Le rocce sono spigolose e taglienti.
Katina

Saliamo nel punto più alto dell'isola e vediamo un bellissimo paesaggio. Notiamo i muri in pietra che dividevano le diverse proprietà. Decidiamo di ormeggiare e trascorrere la notte lì.

Katina Alla mattina riusciamo a contattare via radio alcuni amici che erano da quelle parti con la loro barca a vela. Dopo poco tempo ci raggiungono con il loro Benetaux. E' la barca di Giorgio e sua moglie. Si godevano la quiete prima della tempesta: nella settimana successiva avrebbe avuto un equipaggio a bordo.

Telascica

Telascica

Il 7 andiamo a Telascica, verso Nord, facciamo il giro dell'insenatura per vedere le due isolette che c'erano in mezzo. Incontriamo bellissime barche. Il paesaggio presenta finalmente degli alberi ed è molto più verde rispetto a Katina.

Telascica lago

Telascica - lago salato

Ormeggiamo alla boa, andiamo con il tender nel pontile di un ristorante e visitiamo un laghetto salato.
Telascica Superato il lago continuiamo a camminare e arriviamo in cima a dei bellissimi costoni a strapiombo sul mare.

Telascica

Telascica

Da citare, per non imitarlo, è il comportamento di alcune persone (che dalla bandierina della barca risultavano essere quasi sempre italiani) che sfrecciavano con la loro barca in mezzo a quelle ormeggiate, provocando onde che scuotevano le altre imbarcazioni. Immaginate che non è piacevole ricevere scossoni quando si ha il tavolino apparecchiato. Si spera che almeno si fosseri assicurati dell'assenza di persone a fare il bagno.
Adam market L'8 ritorniamo a Katina, riusciamo a trovare un ormeggio libero al molo. C'è un ristorante e se si mangia lì non si paga l'ormeggio e alla mattina danno la possibilità di riempire i serbatoi d'acqua delle barche e forniscono la corrente elettrica.
Arriva un barcone, è di Alan, si tratta di un supermarket galleggiante che rifornisce il ristorante ma vende anche ai turisti. Saliamo e troviamo un po' di tutto: frutta e verdura freschi, gelati, pane, pasta, biscotti, detergenti....
Katina

Un signore ci racconta che in certi punti il fondale è profondo poco meno di due metri e le barche devono prestare molta attenzione.
Per questo in certe zone sono segnalati dei corridoi di passaggio lungo i quali c'è maggior profondità. Si entra nei corridoi dirigendo la barca in modo da vedere allineati alcuni particolari segnali posti a terra.

Nel pomeriggio il cielo si annuvola. Finalmente una tregua dopo giorni di sole intenso.

Katina Solo in certi orari, alle barche ormeggiate viene fornita l'acqua e il gestore del ristorante si raccomanda di non sprecarla perchè è preziosa in quanto viene portata sull'isola tramite cisterne e il rifornimento arriva solo in determinati giorni. Vediamo alcuni italiani che dopo aver riempito i serbatoi della barca usano quella preziosa acqua per risciacquare i tender.

Katina

Katina - ristorante

Al ristorante mangiamo un buonissimo dentice con le verdure; alla fine della cena inizia a piovere e ci si rifugia in barca.
Katina Nel molo del ristorante a Katina c'è una vasca con delle bellissime aragoste ma evitiamo di chiedere il prezzo.

Levrnaka

Levrnaka

Il 9 navighiamo verso Levrnaka, c'è moletto con un ristorante. Per la cena ordiniamo agnello in teca e bistecche. Nel molo possono fornire solo la corrente elettrica.
Andiamo a piedi dall'altra parte dell'isola a vedere un'insenatura dove il fondale del mare è composto di sabbia bianca.
Levrnaka A Levrnaka il cielo si annuvola e piove per un po'.
Levrnaka Konoba Alla fine della cena assistiamo alla vergognosa scenetta di una decina di clienti, tutti dello stesso tavolo, che al momento di pagare avevano raccolto meno soldi di quelli indicati sul conto e come se nulla fosse li consegnano al cameriere. Il proprietario si accorge della mancanza di denaro e torna gentilmente al tavolo dei 'signori' a chiedere spiegazioni. Questi, stizziti e coesi, intimano al proprietario di accontentarsi. Bella figura! Scendono da barche costosissime ma risparmiano pochi Euro pagando meno del dovuto. Erano italiani.

Zara

Zara

Zara

Il 10 incontriamo le barche di alcuni conoscenti e andiano tutti a cena in un paesino di fronte a Zara. C'è una marina nuova e molto bella, stranamente ci sono molti posti barca vuoti. Dopo cena ricomincia a piovere.

La mattina dell'11 si arriva a Zara, salutiamo l'equipaggio e andiamo in albergo trascinando le nostre pesanti valigie. Visitiamo il centro di Zara nuova, gli edifici nuovi e in stile moderno creano un gran contrasto con quelli più modesti e popolari. Quasi ovunque stanno rifacendo i marciapiedi (le opere pubbliche che hanno il più alto ritorno in termini di immagine per l'amministrazione pubblica). La sicurezza dei cantieri non sembra costituire una grande preoccupazione: ci sono aste di ferro che sporgono dai pavimenti stradali in costruzione che potrebbero infilarsi nel corpo del malcapitato che dovesse inciampare e cadervi sopra.

Zara museo archeologico Andiamo a Zara vecchia, avvistiamo un grande edificio con l'indicazione di 'Museo archeologico'. Interessante! Ci avviciniamo per entrare a visitarlo, chissà quante cose contiene quel grande edificio!?
Il museo archeologico era chiuso. Eppure è il mese di Agosto, ci sono i turisti, in quali mesi pensano di tenerlo aperto?
Zara Contrasti: la Chiesa centrale, a 30 metri un cumulo di pietraglia, dietro un edificio moderno con le tapparelle.
Zara lavori in corso La città presenta vari cantieri. Appare impreparata ad accogliere i turisti di Agosto.
Macola Il 12 mattina andiamo alla stazione degli autobus e prendiamo il pullman per andare a visitare i laghi di Plitvice (88 kune a testa solo andata). Durante il bellissimo viaggio possiamo vedere il paesaggio interno croato. Dopo quasi due ore ci si ferma a Macola dove c'è un bellissimo ristorante.
Macola Lo stile è quello del rifugio di montagna ma l'interno è molto grande.
Macola Forse in autunno e inverno ospita i cacciatori?
Macola  
Macola  
Plitvice Ancora mezz'ora di pullman e arriviamo all'ingresso numero 2 dei laghi di Plitvice. Il costo del biglietto è di 110 kune a persona e comprende le corse sul trenino interno e l'attraversata di uno dei laghi con il traghetto.
Vicino ai parchi c'è la possibilità di fare rafting ma telefonando realizziamo che chi risponde parla molto poco l'inglese e per niente l'italano. Purtroppo non capiamo se in questo periodo dell'anno si può fare rafting e quali altri requisiti sono necessari.
Plitvice La maggior parte della passeggiata è su passerelle in legno sospese a un metro dall'acqua. Lungo il percorso ci sono varie stazioni per rifocillarsi. L'acqua dei laghi è limpida, ci sono molte trote, non ci sono zanzare.
Apprezziamo il fast food nei pressi dell'ingresso 2 per la varietà delle pietanze, la velocità del servizio e i prezzi contenuti.
Plitvice Le cascate sono bellissime, il rumore dell'acqua che cade sembra attenuare la sensazione di caldo.
Plitvice L'unico desiderio è tuffarsi ma naturalmente è vietato.
Plitvice Quando vedevo certe immagini usate come salvaschermo, avevo sempre pensato che fossero artificiali.
Plitvice  
Plitvice  
Plitvice  
Plitvice  
Plitvice  
Plitvice  
Plitvice  
Zagabria Il 13 andiamo a Zagabria con il pullman. Arrivati alla stazione centrale degli autobus l'accoglienza non è delle migliori dato che dopo aver fotografato la vetrina di un negozietto interno alla stazione, si avvicina la commessa del negozio con fare poco educato (non fotografata e quindi nemmeno lesa la sua privacy) dicendo che non si possono fare lo foto così come se nulla fosse ma bisognava prima chiedere a lei il permesso di fotografare la sua vetrina. Stupiti e interdetti, ci allontaniamo scusandoci genericamente. Avrei compreso le rimostranze se avessi fotografato un'opera d'arte, un quadro, un prodotto creato da lei... ma in questo caso avevamo fotografato boccette di profumo. Inoltre un negozio della stessa catena, con le medesime boccette si trovava anche nella Zara vecchia.
Zagabria

Con l'autobus arriviamo al centro della città e iniziamo a visitarla a piedi. Zagabria in Agosto è tranquilla, pulita e ordinata.
Purtroppo anche qui troviamo alcuni musei chiusi, il parco naturale chiuso, e la maggior parte delle chiese chiuse.

Zagabria  
Zagabria  
Zagabria  
Zagabria  
Zagabria  
Zagabria Si mangia abbondantemente spendendo poco. Finalmente troviamo anche la birra scura.
Zagabria Varie chiese erano chiuse alle visite causa restauro. Proprio nel periodo in cui il turismo è massimo.
A tarda sera torniamo a Plitvica e il giorno successivo ripartiamo per Zara.
Il 15 andiamo in giro per Zara per cercare di affittare degli scooter. Tutti ci dicono che a ferragosto è tutto chiuso e faremmo meglio a lasciar perdere ma noi continuiamo a veder sfrecciare scooter con la scritta 'rent me' quindi deve essere possibile affittarli. Camminiamo a lungo, interroghiamo molte persone e alla fine troviamo vari negozi aperti che affittano gli scooter ma tutti i mezzi sono già affittati. Ad ogni proprietario chiediamo se sa indicarci altri posti per l'affitto ma tutti rispondono che per un raggio di due o tre chilometri non avremo trovato niente. Noi invece continuiamo a camminare e puntualmente ci imbattiamo in altri affittuari. Dopo un paio di ore di cammino e di tentativi falliti stiamo per arrenderci quando vediamo sfrecciare accanto a noi un quad anch'esso con la scritta 'rent me'. E' troppo veloce e non riusciamo a leggere il nome di chi li affitta. Riprendiamo la ricerca. Chiedere in tutti i punti di informazione turistica che incontriamo e ancora una volta tutti ci assicurano che a Zara esiste qualcuno che affitta quad. La cosa è assurda, spieghiamo che i quad li abbiamo visti passare ma ci prendono per visionari. Stanchi e rassegnati torniamo verso l'albergo... quando... eccolo lì! Un cartello grande e ben affisso in un palo dell'illuminazione pubblica con l'indicazione 'rent a quad', numeri di telefono e luogo di affitto. In inglese ci spiegano che si trovano all'inizio del ponte pedonale dalla parte di Zara nuova cioè nella zona centralissima. Riprendiamo a camminare sotto il sole di ferragosto, troviamo il posto, i quad erano tutti affittati ma ne prenotiamo uno per il giorno successivo. Quel giorno ci accontentiamo di prendere in affitto delle biciclette.
quad Il 16 ci portano i quad davanti all'albergo e partiamo direzione nord ovest verso l'isola di Vir.
Vediamo tutta la parte est dell'isola di Zara.
A Zara non troviamo fontane.
porto di Ancona Il ritono ad Ancona all'alba.